Induratio Penis Plastica

L’induratio Penis Plastica è una patologia benigna del pene.

Prende il nome da Francois De La Peyronie, chirurgo francese alla Corte di Versailles, che la descrisse nel 1743, dopo averla osservata su Luigi XIV, il Re Sole.

La malattia colpisce l’albuginea dei corpi cavernosi del pene ovvero la membrana che riveste le strutture spugnose le quali, riempiendosi di sangue, consentono l’erezione, inducendo la formazione di una zona fibrosa cicatriziale (comunemente chiamata placca) la quale, essendo meno elastica rispetto al tessuto albugineo sano, determina una trazione sul corpo cavernoso durante le erezioni: il risultato è l’incurvamento dell’asta verso la direzione della placca.

Gli incurvamenti dorsali (verso l’addome) e laterali sono più comuni ma può essere
osservata anche una deviazione ventrale (verso il basso). Il grado di curvatura è estremamente variabile: in alcuni casi diventa tale da impedire i rapporti; inoltre, la placca può interferire con la normale funzionalità del tessuto erettile ed in alcuni casi può determinare un deficit erettile e/o un accorciamento del pene gravando anche da un punto di vista psicologico in considerazione dell’alterazione della propria immagine corporea.

Cause della induratio Penis Plastica

A tutt’ oggi risulta non chiarita quale sia la causa iniziale che scatena la malattia.

Recentemente, l’avvento della biologia molecolare, ha permesso di chiarire l’accumulo di collagene tipo I, costantemente presente nelle placche, il tipo III, la cui presenza è molto abbondante, ed il tipo V la cui partecipazione, tuttavia, è ancora incerta.

Studi recenti hanno dimostrato inoltre aumentati livelli di TGF-ß 1 , importante mediatore nella sintesi del collagene, in campioni bioptici di tunica albuginea di pazienti affetti da IPP.

Tuttavia, non è ancora stato possibile determinare una specifica anomalia cromosomica specifica per la malattia di La Peyronie sebbene questa patologia, come molte altre di natura proliferativa, presenti una elevata frequenza di anomalie citogenetiche.

L’ipotesi traumatica la placca fibrosa come l’espressione di una esagerata risposta tissutale, sebbene localizzata, ai microtraumi esercitati sull’albuginea.

Studi di colture cellulari di tessuto prelevato dalle placche di IPP hanno confermato tale ipotesi, evidenziando come questi tessuti abbiano una maggior capacità fibroproliferativa rispetto al tessuto sano. I traumi microvascolari inoltre, secondo questa ipotesi, favorirebbero la deposizione di fibrina che a sua volta stimola la risposta patologica.

Altre linee di ricerca, invece, spingono a cercare un quadro di flogosi immunitaria all’origine dell’IPP risiedono soprattutto nelle evidenti somiglianze del quadro clinico a quello delle malattie auto-immuni del collagene e del connettivo. Caratteristica comune è anzitutto quella di automantenere una evoluzione verso la cronicizzazione, interrotta da periodiche riacutizzazioni.

Infine, alcuni farmaci sono stati oggetto di studio come possibili fattori di insorgenza della degenerazione fibrotica della tonaca albuginea. Tra questi la carbamazepina e il fenobarbital (utilizzati tra l’altro nella cura della epilessia).